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martedì 7 agosto 2012

Metropolitan


Ingredienti necessari:

1/2 Vermouth Rosso
1/2 Cognac
2 Spruzzi Bitter All'arancia

Prepariamo la bevanda

Agitare nello shaker.

Servire nel calice basso.

mercoledì 25 luglio 2012

Pompino - Blow Job






Blow Job (tradotto in italiano, significa Pompino)
Si prepara direttamente nel bicchierino shot con kahlua, baileys e vodka ghiacciata, ultimando il tutto con una spruzzatina di panna montata.
Dall'origine del nome si intuisce chiaramente che il cocktail in questione è stato creato appositamente per un pubblico femminile di età superiore ai 18 anni, le quali, dovranno dimostrare ad Andrea Top Barman, le proprie capacità nel bere il drink, avendo le mani congiunte dietro la schiena in modo tale da prendere direttamente il bicchierino tra le labbra e buttare giù in gola il cocktail tutto d'un fiato.



Ingredienti necessari:

  1. Kahlua  40%
  2. Baileys 40%
  3. Vodka   20%
  4. Panna

Prepariamo la bevanda

E’ un cocktail che è adatto alle signore, si chiama cosi perchè va bevuto senza mani, bisogna mantenere il bicchiere con la bocca e chinare la testa indietro per buttarlo nella bocca.


http://www.warofclicks.com/en-gm/Home/Welcome?ref=vuk91

Bobby Burns


Ingredienti necessari:
  1. 1/2 Scotch Whisky
  2. 1/2 Vermouth Rosso
  3. 12 Gocce Benedictine
  4. 1 Spruzzo Scorza Di Limone
Prepariamo la bevanda

Si prepara nel mixing glass contenente cubetti di ghiaccio rimestando con il cucchiaio lungo.

Sweetness



Ingredienti necessari:
  1. 2/10 Bitter Campari
  2. 1/10 Cordial Campari
  3. 1/10 Aperol
  4. 1/10 Peachtree
  5. 2/10 Succo D'arancia Toschi
  6. 3/10 Vino Spumante Brut
Per Guarnire:
  1. 1 Chicco Uva Nera
  2. 1 Ciuffo Menta
  3. 1 Ciliegina Verde Toschi
Prepariamo la bevanda

Versare i primi 5 ingredienti nello shaker con ghiaccio.

Agitare e servire nella doppia coppetta da cocktail ben fredda.

Completare con lo Spumante.

Guarnire con un chicco di uva nera, un ciuffo di menta e una ciliegina verde Toschi.

domenica 22 luglio 2012

Canadian

Ingredienti necessari: 
  1. 6/9 Whisky Canadese
  2. 2/9 Succo Di Limone
  3. 1/9 Curacao
  4. 1 Cucchiaino Zucchero
  5. 4 Gocce Angostura
Prepariamo la bevana

Dopo aver agitato bene il tutto, versare in un bicchiere da cocktail già freddo.

Kodiak Crustas


Ingredienti necessari:
  1. 2/10 Granatina Sacco
  2. 3/10 Kodiak Vodka Al Limone
  3. 3/10 Kodiak Vodka Alla Pesca
  4. 2/10 Succo Di Limone
  5. Zucchero Di Canna
Per Guarnire:
  1. 1 Spicchio Pesca
  2. 1 Fettina Limone
Prepariamo la bevanda

Agitare vigorosamente e servire nella coppetta da cocktail ben fredda.

Crustas di zucchero di canna sul bordo del bicchiere.

Guarnire con uno spicchio di pesca e una fettina di limone.

Snow White



Ingredienti necessari:
  1. 1 Albume D'uovo Montato A Neve
  2. 2/5 Succo D'ananas
  3. 3/5 Rum
  4. 1 Cucchiaio Succo Di Limone
Per Servire:
  1. 1 Cubetto Ananas
Prepariamo la bevanda

Scuotere nello shaker con ghiaccio in cubetti.

Servire nel tumbler stretto, con un cubetto di ghiaccio e uno di ananas.

Continental






Ingredienti necessari: 

  1. 1/2 Bicchierino Maraschino
  2. 1/2 Bicchierino Benedictine
  3. 3 Gocce Angostura

Per Completare:

  1. Vino Champagne
Prepariamo la bevanda

Versare nel bicchiere i primi 3 ingredienti, completando con champagne.

Moulin Rouge





Ingredienti necessari:
  1. 4/6 Jameson Irish Whisky
  2. 1/6 Bitter Campari
  3. 1/6 Vermouth Rosso Martini
Per Guarnire:
  1. 1 Fragola
Prepariamo la bevanda

Agitare vigorosamente e servire nella coppetta da cocktail ben fredda.

Guarnire con una fragola.

sabato 21 luglio 2012

Sex on the beach







Il Sex on the beach è un cocktail alcolico internazionale riconosciuto ufficialmente dalla International Bartenders Association . Il Sex on the beach è forse uno dei cocktail più bevuti in Europa, alzi la mano chi non ha mai assaggiato un sex on the beach ..

Durante gli anni Settanta non venne creato nessun cocktail contenente la parola sex , poiché ritenuto sconveniente nei locali statunitensi. Nacquero quindi prima il fun on the beach e poi il peach on the beach , quest'ultimo composto da 2 cl di vodka, 2 cl di midori, 2 cl di chambord, succo di ananas e di mirtillo rosso, che avevano l'effetto di scurire enormemente il cocktail e donargli un gusto molto dolce. Tuttavia nel continente europeo, all'inizio degli anni Ottanta, il midori non era facilmente reperibile: è dunque la formula dell'iniziale fun on the beach ad affermarsi in Europa, modificando poi il proprio nome con quello attuale: sex on the beach .

Gli ingredienti variano a seconda delle versioni:
- Tra le basi alcooliche shakerate assieme: vodka alla pesca, vodka al melone, liquore alla pesca.
- Tra gli ingredienti analcolici: succo d'arancia, succo d'ananas, sciroppo alla fragola, succo di ribes, succo di mirtilli.
  1. 2/7 di vodka bianca
  2. 1/7 di liquore alla pesca
  3. 2/7 di succo d'arancia
  4. 2/7 di succo di mirtilli

Ingredienti versione originale IBA International Bartenders Association:
  1. 1 1/4 oz (3,75 cl) vodka
  2. 3/4 oz (2,25 cl) peachtree (liquore di pesche)
  3. 1 1/4 oz (3,75 cl) succo di arancia
  4. 1 1/4 oz (3,75 cl) succo di cranberry


Prepariamo la bevanda


Per preparare un sex on the beach versare la base alcoolica nello shaker e shakerare. Preparare un tumbler alto con del ghiaccio e versare il contenuto dello shaker. Versare, senza mescolare, il succo di mirtilli, l'obiettivo è quello di contrastare il colore chiaro del cocktail con il colore intenso del succo di mirtilli che pian piano scenderà sul fondo. Guarnire con una fetta di limone (o d'arancia), in alternativa con dei pezzi di frutta fresca e una cannuccia ed il vostro sex on the beach è pronto!

On The Road

Ingredienti necessari:
  1. 1 Tazzina Caffé Lavazza Club
  2. 5/10 Brandy Vecchia Romagna Etichetta Oro
  3. 3/10 Biancosarti
  4. 2/10 Cordial Campari
Prepariamo la bevanda

Si prepara nello shaker.

Servire nella doppia coppetta da cocktail.

venerdì 20 luglio 2012

Sangria



Ero in vacanza in Spagna, o meglio una vacanza studio! sono rimasta a Madrid per circa un mese e, nonostante abbia ottimi ricordi di quella straordinaria esperienza, alcuni sono piuttosto annebbiati!
Mi ricordo però di quella sera…o meglio ricordo fino ad un certo punto, il resto è stato abilmente riportato dalle mie compagne di avventura, probabilmente più sobrie di me!

Eravamo uscite, direzione Plaza Sant Ana, dove ci sono tanti baretti all’aperto e dove decidemmo di tapear, cioè di prendere qualcosa da mangiare e la mitica sangria. Non era la prima volta che bevevo sangria ma forse quella sera o ho esagerato o era più forte del solito. fatto sta che la sangria scendeva che era una bellezza e solo al momento di alzarsi dalla sedia e continuare la noche madrilena, mi sono accorta che forse, ma dico forse, mi girava un tantinello la testa! Nell’ordine dei racconti volevo: fare la pipì per strada perchè non riuscivo più a trattenerla, fare tappa ad ogni bar per continuar a far pipì, parlare spagnolo sempre e comunque anche con le mie compagne di avventura ITALIANE. ma l’apeteosi l’ho raggiunta al rientro nella residenza d studenti dove alloggiavamo, dove abbiamo preso parte a un party privato con alcuni studenti spagnoli. Durante la permanenza in residenza io e le mie compagne di avventura eravamo solite dare nomignoli alle persone che conoscevamo e c’era in particolare un ragazzo spagnolo, piuttosto bassino rispetto agli standard italiani, tale da guadagnarsi il nome di PITUFO (tradotto puffo). In più, nei giorni precedenti al fattaccio, avevamo appreso che la canzoncina terribile che accompagna i puffi (lalallalla lalallalà) era tradotta in spagnolo come ”los pitufos estan llegando trallallero trallallà”. Fatto sta che questo poveretto era venuto a socializzare con noi offrendoci anche un rum&cola, ma purtroppo dopo aver dato prova del mio spagnolo impeccabile (pare che da brilli si parlino PERFETTAMENTE le lingue straniere), comincio a canticchiare la famosa canzoncina dei puffi, urlando per la tromba delle scale e indicando esplicitamente il poveretto! Ma mica finisce lì! non contenta della figuraccia appena fatta, gli ho detto in spagnolo che non era il mio tipo e che quindi sarebbe dovuto tornare a casa lasciandomi spazio!….il tutto con un frase che è rimasta nella storia e ancora oggi mi fa fare le meglio risate quando le mie amiche raccntano questa storia: A LA CASA! LOX PROXIMOS!

Inutile dirvi che il giorno seguente, quando l’ho incontrato ho avuto anche la faccia di bronzo di salutarlo e quando questo non ha ricambiato il saluto, ho chiesto alle mie amiche piuttosto scocciata il perchè questo tizio non mi salutasse….

bene….ora sapete anche voi il perchè il pitufo non mi ha più salutato per il resto della vacanza!!!!!!!!

 Ingredienti necessari:
  1. 1 Arancia
  2. 1 Limone
  3. 1 Mela
  4. 125 Cl Vino Rosso
  5. 1 Stecca Cannella 
  6. 6 Chiodi Di Garofano
  7. 1 Bicchierino Brandy
  8. 1 Cucchiaio Zucchero
Prepariamo la bevanda

Tagliare a fettine sottili 1 arancia con la buccia, 1 limone con la buccia, 1 mela con la buccia e farli macerare in 25 cl di vino rosso per 30 minuti a temperatura ambiente, assieme a una stecca di cannella spezzettata, 6 chiodi di garofano, 1 bicchierino di brandy e 1 cucchiaio di zucchero.

Aggiungere 100 cl di vino rosso e rimescolare bene finché lo zucchero sarà ben sciolto.

Passare il tutto in frigorifero per almeno due ore prima di servire.

B52



E’ Luglio: quasi tutti i tuoi amici sono abbronzati e rilassati.
Hanno abbandonato jeans e scarpe e ormai girano in infradito anche al matrimonio di loro cugina. E tu? Ricurvo su quella scrivania che anche Leopardi a confronto era meno gobbo. Il tuo unico pensiero è La Maturità! Il secchione pensa: “Che ansia! Speriamo mi mettano la lode!“. Lo svogliato, invece: “Che caldo! Non vedo l’ora che finisca tutto!“. Due punti di vista, un unico obiettivo: festeggiare la tanto agognata fine della scuola con la festa di fine anno dove il tasso alcolemico rispecchia a pieno il “bere per dimenticare!”. Anche il più astemio della scuola vorrà osare (con molta probabilità oserà troppo e deciderà di tornare astemio per il resto della sua vita), e perché non farlo anche tu?!?
Basta con i soliti cocktail! In fondo, adesso, ti affacci a una nuova vita!

E così, prendi il menù e inizi a consultarlo: indecisione. Poi, l’illuminazione: non posso dare fuoco ai libri perché servono a mio fratello e nemmeno alla scuola, ma allora… perché non dare fuoco al cocktail?

Eccoti servito: B52! Nome freddo, cocktail caliente.

Il B52 viene anche detto Torello (forse per la sua “potenza”?!?), è un cocktail americano composto principalmente da liquore al caffè, crema Baileys e Grand Marnier. Viene servito secondo una tecnica a strati perché avendo i suoi ingredienti una diversa densità, tendono a restare separati invece di mischiarsi.
Ma la chicca di questo cocktail è che va bevuto infiammato! In pratica, basta dare fuoco al Grand Marnier con un accendino e in pochi secondi prenderà fuoco.

Una volta acceso va bevuto con la cannuccia tutto d’un fiato ( ehehehe… in bocca al lupo!) perché aspirando, il liquido che passa dentro la cannuccia la raffredda per evitare che prenda fuoco (insieme a te e a tutto il locale). Nonostante il bicchiere rimanga acceso, le fiamme non passeranno mai negli strati inferiori e, una volta esaurita la parte superficiale di alcol, la fiamma si spegnerà da sola e gli strati di liquore sottostante al Grand Marnier rimarranno sempre freddi.
Paura eh? Ma in fondo,  ti pare che dopo aver affrontato Seneca o il teorema di Waierstrass, tu non riesca ad affrontare un B52? Yes, you can!

Auguri e in bocca al lupo!

Ingredienti necessari:
  1. 2/6 Kahlua
  2. 2/6 Bailey's Irish Cream
  3. 2/6 Amaretto
Prepariamo la bevanda

Mettere il Kahlua in un bicchiere da cocktail.

Con un cucchiaino sfiorare la superficie del Kahlua.

Mettere dolcemente il Bailey's e l'amaretto.

giovedì 19 luglio 2012

Gin Tonicì



Sarà per l’origine anglosassone, sarà che proprio sotto la regina gli anni Sessanta e Settanta sono stati fra i più entusiasmanti per la musica moderna, o sarà semplicemente perché è un cocktail senza molti fronzoli, ma è un dato di fatto che il Gin Tonic, bevuto dopo un paio di birrette, è Il cocktail ufficiale dell’indie. Provate ad andare in certi locali durante un concerto indie rock e chiedete al barista qual è la bottiglia che si consuma per prima. Non avrà dubbi, vi risponderà che è quella del gin.

Un cocktail mainstream adottato dai militanti dell’underground? Sembra un paradosso, e infatti lo è. Ma mischiare ingredienti completamente diversi fra loro ha dato origine a quei cocktails che hanno cambiato il nostro modo di bere, così come mescolare generi differenti ha sfornato la musica che ha rivoluzionato il nostro modo di ascoltare il mondo.

Il paradosso diventa ancor più grosso, ma anche più divertente, se si pensa che l’origine di questa amabile mistura è comunemente attribuita alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali (che non è quella dei bagnoschiuma): le truppe, costrette a bere acqua e cumino contro la malaria, cominciarono ad aggiungere gin alla bevanda – non proprio succulenta – per renderla meno amara. Così grazie a litri di Gin Tonic sotto prescrizione medica, la grande Compagnia delle Indie si trasformò pian piano in una compagnia di allegroni.
Da allora il Gin Tonic ha attraversato indenne vari periodi storici: saltellando sull’epoca vittoriana è arrivato fino ai tavolinetti da aperitivo della Regina Madre (si dice che fino all’ultimo bevesse una bottiglia di gin al giorno), la quale – secondo le nostre teorie – può quindi dirsi un’indie ante litteram. Ma lasciamo agli storici il compito di accertare tali rilevanti scoperte.

Oggi il Gin Tonic è uno dei grandi classici della famiglia dei cocktails. Long drink fra i più richiesti nei cinque continenti, dal gusto secco e amarognolo, scende giù nel gargarozzo senza tanti giri di parole. Diretto e potente, è rimasto sempre uguale a se stesso ed è estremamente semplice da preparare, anche per questo forse è bevuto dagli indie (e non solo) di tutto il mondo: pure nell’ultimo dei locali dimenticati da Dio, un Gin Tonic te lo sanno fare. Anche mio cugino di sei anni sa mescolare alla perfeziona gin, acqua tonica e ghiaccio. Giuro.
Ha solo qualche difficoltà con la scorzetta di limone. Ma provate voi a tagliare un limone con le forbici dalla punta arrotondata. Io ci ho provato, ma le forbici sono inspiegabilmente finite giù in strada dopo un doppio carpiato con avvitamento.
Ai concerti è la base alcolica ideale per godersi al meglio riff e assoli di chitarra, quando ogni sorso intervalla perfettamente il su e giù delle teste al ritmo impazzito del live.
I fans di questo meraviglioso long drink si dividono in due gradi categorie: quelli che “un gin vale l’altro”, per lo più bevitori occasionali, dilettanti, con tanto di mal di testa del giorno dopo incluso nel prezzo; e quelli che lo bevono solo con Schweppes e Tanqueray o Bombay, bevitori di un livello superiore. Per loro il Gin Tonic è davvero uno stile di vita.
Ingredienti necessari: 
  1. 1 Bicchierino Gin
  1.  Acqua Tonica
Per Guarnire:
  1.   1/2 Fettina Di Limone
Prepariamo la bevanda
Si versa il gin nel bicchiere alto sopra uno o due cubetti di ghiaccio.
Si riempie di acqua tonica, si mischia e guarnisce con 1/2 fettina di limone.
x

Long Island



Come direbbe Vulvia: “Ha l’aspetto di Tea freddo? Ha un retrogusto che ti ricorda il tea freddo? Ti disseta come un tea freddo? Chi è!? no… non è il tea freddo… è il Long Island!” All’anagrafe Long Island Iced Tea, nome dovuto al colore e al sapore, che ricordano l’infuso d’erbe. Sulla sua nascita girano diverse voci su come ai tempi del proibizionismo questo drink servisse a camuffare una bevanda alcolica con un innocente tea freddo; ovviamente sono false, ma vengono comunque raccontate per permettere all’aspirante bevitore alpha, di pavoneggiarsi con il resto del branco e magari ottenere un altro drink in segno di venerazione e rispetto. In verità il Long island è stato servito per la prima volta negli anni ’70 su una spiaggia della città di Babylon, Long Island, New York.

Il suo bevitore tipo è chi, nel bene o nel male, non vuole farsi mancare nulla, vuole bere una cosa dal sapore buono, dissetante, che sia elaborata e che abbia una certa consistenza alcolica.
I suoi fans si dividono tendenzialmente in due tipologie di individui: il “positivista” e il “critico”. Il primo prenderà sempre e comunque il Long Island, ovunque, in quanto, se il cocktail è fatto bene, si gusta un ottimo drink, se è fatto male… per lo meno si ha un cocktail con un elevato tasso alcolico che in ogni caso darà il suo contributo ad una grandiosa serata! Il critico invece prenderà un Long island solo dove dice lui, dove lo fanno come vuole lui, con la giusta miscelazione e dosaggio di gin, rum bianco, vodka e triple sec (e tequila secondo la ricetta IBA), e guai se uno di questi prevalga sugli atri!
Il Long Island, come il suo “collega” Negroni, è considerato un drink di culto e diventa l’ago della bilancia che decreterà chi sa fare i cocktails e chi no! Due filosofie molto diverse, ma che convergono entrambe nella figura del bevitore professionista.

Questo cocktail è il capostipite della categoria iced tea, ovvero cocktail che condividono con il Long Island la vodka, il gin, il rum e lo sweet and sour, ma cambiano il 4° alcolico e il top (ricetta), per dare vita a svariate combinazioni che soddisfaranno il bevitore di ogni tipo. Quindi, mie care teste di cocktails, diffidate da chi è sdraiato su un lettino in spiaggia, sorseggiando una bibita fresca, sfoggiando un sorriso stranamente appagato, perché… “sembra tè ma non è, serve a darti l’allegria!”.

Ingredienti necessari: 
  1. 2/9 Vodka
  2. 1/9 Succo Di Limone 
  3. 2/9 Tequila
  4. 2/9 Gin
  5. 2/9 Rum
  6. Coca-cola
Per Guarnire:
  1. 1 Spicchio Limone
Prepariamo la bevanda

Riempire uno shaker per metà con cubetti di ghiaccio.

Mettere tutti gli ingredienti, tranne la coca-cola, in uno shaker e agitare bene.

Riempire un doppio Tumbler quasi totalmente con cubetti di ghiaccio e mettervi il composto ottenuto nello shaker.

Aggiungere Coca-Cola e agitare bene.

Guarnire con lo spicchio di limone e servire.

mercoledì 18 luglio 2012

Daiquiri


Immaginate di essere su una spiaggia esotica.

Il caldo, il sole, una palma, una spiaggia semideserta, un’amaca in penombra.
Avete voglia di qualcosa di fresco, ma non della limonata.

Siete sofisticati voi, non potete cadere così in basso e beVe una volgaVe limonata! Avete chaVme ed eleganza, frequentate i salotti aVistocVatici e dispensate nozioni di letteratura e poesia in giVo peV il mondo: appartenete alla luminosa e venerata casta degli intellettuali stimati e quando avete voglia di qualcosa di fresco volete bere solo un Daiquiri!

Sarà che questo cocktail deve la sua fama e la sua rapida diffusione nel mondo anche alla frase “My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita” del celebre scrittore Ernest Hemingway, ma il berlo ed ostentarlo non farà di voi il suo degno erede ma soltanto – e vogliano lor signori perdonarmi per cotanta sfacciataggine – degli snob! Ecco!

Che poi, se proprio dobbiamo dirla tutta, la nascita di questo cocktail che è oggi tra i più bevuti al mondo e fa parte dei 60 cocktail mondiali riconosciuti dall’associazione barmanper il quale è presente una ricetta ufficiale, è del tutto casuale e per niente costruita a tavolino o all’interno di un salotto di perbenisti.
Infatti, nasce sull’isola di Daiquiri, alle porte di Cuba, dove i minatori erano soliti bere della fresca limonata per sconfiggere la sete dovuta al caldo del posto.

Però, a Cuba, non esisteva il limone come lo conosciamo noi, per cui venivano spremuti dei Lime dai quali si ricavava un ottimo succo che unito allo zucchero di canna dava origine a una dissetante bibita.
Dalla canna da zucchero, però, si distilla anche il RUM. Così, un bel giorno un minatore provò a correggere la sua limonata con un po’ di rum bianco.
Questo tipo di rum poteva essere facilmente trasportato perché sembrava acqua ed essendo incolore, poteva essere camuffato nella limonata. Il cocktail piacque così tanto da diffondersi ben presto su tutta l’isola di Cuba, e con il nome di Daiquiri proprio per omaggiare il luogo della scoperta.

Oggi, invece, questo drink  si presenta insieme ai suoi ingredienti – zucchero di canna liquido, succo di lime e rum bianco- nell’affascinante bicchiere da cocktail e solo nelle sue varianti ufficiali e ufficializzate dall’IBA, Frozen Daiquiri e il Daiquiri alla Banana, spostato “di bicchiere”.

Per cui, se vi becco in spiaggia con mocassini e camicia: o mi recitate a memoria alcuni passi del “Vecchio e il mare”, oppure sarò ufficialmente autorizzata a strozzarvi con la vostra soffice e preziosa pashmina di puVa seta!

Ingredienti necessari: 

  1. 2/4 Rum Bianco
  2. 1/4 Succo Di Lime
  3. 1/4 Acqua
  4. 1 Cucchiaino Zucchero Di Canna
  5. Ghiaccio
Prepariamo la bevanda

Shakerare

Rum&pera


Pur non essendo classificabile esattamente come un cocktail, il rum&pera è da sempre un pre e un after-dinner molto gettonato.

Sarà perché di solito è abbastanza economico, sarà perché non richiede abilità da bartender eccezionali, è uno dei sollazzi alcolici più amati, soprattutto dai suoi accaniti aficionados: gli studenti  Erasmus.

L’Erasmus  – ovunque lo si faccia – è un’esperienza unica e indescrivibile. È un’esperienza talmente coinvolgente che quando si ritorna in Italia, si ha una sensazione di vuoto dentro che non è colmabile nemmeno con quelle 20 pizze e quei kili e kili di pasta che si mangiano per recuperare il lungo periodo di astinenza all’estero.

Sono due le cose che ti rimangono di un’esperienza Erasmus: tanti amici internazionali e la panzetta da alcol.
Questo non vuol dire che l’Erasmus sia tutto “sesso, droga e rock’n’roll” , però è talmente alto il tasso di feste, festini e festicciole che è davvero impossibile mantenersi in linea.

Inoltre, lo studente Erasmus per eccellenza è squattrinato ma non rinuncia al divertimento, perciò  investe i suoi spiccioli e risparmi in cocktail economici. Ecco perché è amante degli shots, o dei chupitos o cicchetti che dir si voglia.

Cambia il nome ma la sostanza è sempre la stessa: un bicchierino di rum bianco o rum dorato (basta che non sia MAI rum invecchiato) e un bicchierino di succo di frutta alla pera che ha lo scopo di evitare il bruciore solitamente provocato dal superalcolico.

Infatti, i più informati sostengono che la differente densità dei liquidi provoca la digestione prima del succo di frutta e solo in un secondo tempo di tutto l’alcol ingerito, provocando l’ effetto chupito al bevitore. Insomma, una sorta di shock alcolico.

Fatto sta, che in qualunque parte del mondo ci si trovi, c’è sempre un’offerta di shots ai quali non si può proprio rinunciare! Hai 2 sterline o 2 euro, che fai? Non l’investi in una serie N di chupitos? Bisogna pur far girarla l’economia mondiale in qualche modo!

Menomale che hanno inventato l’Erasmus!!!

L’unico problema dell’ingurgitamento felice e ingenuo del rum&pera è che è vero che passi notti da leone… ma è anche vero che poi trascorrerai una mattina da C…. ehm ehm …. campione!

martedì 17 luglio 2012

Angelo Azzurro


Te li vedi arrivare in Panda 4×4 color nero metallizzato e striature arancio shocking, interni in pelle rossa.

Lei di leopardato vestita, ciavatte con zeppa da 15cm che fanno rigorosamente clap clap ad ogni sollevamento del piede da terra, gomma da masticà ciancicata h24 e occhialone da sole che sembra dire: “Dietro st’occhiale ce sta n’ monno da scoprì”.

Lui si presenta con un bermuda jeans strappato e canottiera a spalla larga rigorosamente bianca, catenone al collo, gomma da masticare, e ciavatte con la chiusura a strappo (da brrrrrivido).

Sono loro i protagonisti indiscussi delle estati romane (e non): i coatti, quelli che pare popolino principalmente le spiagge di Ostia Beach con la musica a palla nonché i principali bevitori dell’Angelo Azzurro, un cocktail che non passa di certo inosservato… proprio come loro!

L’Angelo azzurro -bello, fosforescente e maledetto- è un cocktail alcolico, tant’è che deve il nome proprio al suo grado alcolico molto elevato che permette, appunto, di “volare” ed al tipico colore azzurro dovuto all’utilizzo del blue curaçao , un liquore a base di scorze di Laraha, un tipo di arancia dal sapore amaro caratteristico dell’isola di Curaçao ma che si trova nei Caraibi.
Tuttavia, l’origine di questo cocktail non è nota con certezza e si pensa che sia stato creato in onore della celeberrima attrice tedesca Marlene Dietrich, indimenticata protagonista del film del 1930 ‘L’angelo azzurro’, diretto da Josef von Sternberg.

Gli ingredienti di questo cocktail sono il  blue Curaçao, il Gin, Triple sec o Cointreau che vengono versati dallo shaker direttamente in una coppa Martini precedentemente raffreddata anche se esistono diverse versioni di presentazione di questo cocktail.
Oltre ad essere il drink tipico dei coatti, viene richiesto anche da chi vuole passare una serata in-Dimenticabile, nel senso che il bevitore in questione spesso si ricorda ben poco di quello che ha fatto la sera prima ma lo ricordano benissimo gli amici della propria compagnia che continueranno a raccontare le sue gesta vita natural durante! È anche il cocktail preferito dagli adolescenti bevitori alle prime armi che forse sottovalutano la sua potenza vedendolo così celestiale. Appunto. Basti pensare che è il cocktail più gettonato ai Tresca Party o alla Festa della Matricola.

Insomma… se non rientri nella categoria sopracitata del coatto o hai più di 20 anni, non vediamo nessun motivo valido per cui tu debba ordinarne uno!!!

Glossario
Ciancicata: voce del verbo ciancicare, modo di masticare la chewingum in modo troppo evidente e spartano.
Ciavatte: forse cercavi “ciabatte”
Clap Clap: rumore odioso tipico della ciabatte di gomma che aderiscono al piede sudato in maniera imbarazzate tale da creare un simpatico “clap clap” al sollevare del piede dalla suola.
Dietro st’occhiale ce sta n’ monno da scoprì: Dietro questo occhiale molto grande c’è un mondo tutto da scoprire (cit. WordReference dei poveri)
gomma da masticà: la classica e beneamata chewingum.


Ingredienti necessari:
  1.  3/10 Cointreau
  2.  3/10 Limoncello Toschi
  3.  3/10 Tanqueray Gin
  4.  Tropical Blue
  5.   1/10 Vermouth Martini Dry
Prepariamo la bevanda

Si prepara nello shaker con ghiaccio.

Agitare e servire nella doppia coppetta da cocktail ben fredda con ghiaccio tritato.

Guarnizione fantasia.

Piña Colada





La serata è afosa, la gente chiacchera animosamente e ci si accinge al pre-nottata nella discoteca in voga quest’estate, e lei – proprio lei – la tua amica di fianco, cosa ordina?
Una Piña Coladaaa?
In quel momento sono due i pensieri che ti vengono in mente: 1) io ho un problema con l’alcool visto che ho appena ordinato un Negroni; oppure ancor più tristemente: 2) più tardi, molti bicchieri più in là, con chi diavolo condividerò le mie cazzate alticce!?
Ovviamente è più sano il secondo pensiero, ma tranquillo, non dovrai nemmeno preoccuparti di questo, perché sai cosa avrà il coraggio di dire la tua amica un’ora dopo: “Oddio! Mi gira tutto! Questa Piña Colada mi ha dato alla testa!”

EEEEEE?????

Ma magari le avessero dato una botta in testa, così, almeno, avrebbe avuto la scusa per sostenere di non ricordare nemmeno com’era fatto lo scorfano che aveva adescato!!!
Sì ok, c’è un goccio di rum, però non penso sia sufficiente ad ubriacarsi! Non sarà mica il cocco? Chissà… forse è quella ventata di esotico che accende la trasgressiva che è in te; che poi… poi tocca vedere il risultato!
Però va bene, alla fin fine vogliamo bene alle nostre amiche anche per questo, no!?
No?

Ma sapete che vi dico? Mi sa che stasera una Piña me la sparo pure io: è fresca come la serata che si prospetta ed esotica appunto… mare, caldo, cocco, spiagge, wow! Non ci resta che immergerci e fantasticare su come saranno le nostre ferie estive.

Questo dolce drink è originario di Puerto Rico (Piña Colada: dallo spagnolo “ananas pressata”) inventato da Don Ramon Portas Mingot  intorno agli anni ’60.
La Pina Colada è a base di rum chiaro, latte di cocco, ananas a pezzetti e ghiaccio tritato, ma ci sono diverse versioni come il Virgin Pina Colada, ovvero la versione analcolica, il Chi Chi, in cui il rum è sostituito dalla vodka, e poi c’è chi mette la Batida al posto del latte di cocco, oppure il gelato al cocco (varianti buonissime, dicono).

Le origini sono avvolte dalle solite leggende in cui nascono i drink alcolici e questo ci fa supporre che ai tempi ci davano giù con il rum.
Comunque, c’è chi dice che questa miscela vellutata nacque dalla sperimentzione del binomio tra rum e succhi di frutta e chi, invece, dice che in quegli anni la bevanda più bevuta fosse il Coco-Loco, ovvero, latte e crema di cocco più rum serviti in una noce di cocco svuotata. Fu così che durante uno sciopero dei raccoglitori di cocco, qualcuno sostituì l’esotico “bicchiere” con un ananas svuotato.
Da allora, durante le sere d’estate, possiamo gustare la Piña Colada come la conosciamo oggi.

Ingredienti necessari:

  1. 2/4 Rum Bruno
  2. 1/4 Latte Di Cocco
  3. 1/4 Cocco (polpa E Succo Sminuzzati)
  4.  Ghiaccio Pestato
Prepariamo la bevanda

Frullare per alcuni minuti il rum bruno, il latte di cocco, la polpa di cocco sminuzzata insieme al suo succo e ghiaccio pestato: filtrare prima di servire.

Pina Colada Alla Panna

Ingredienti necessari:  

  1. 60 Cl Succo D'ananas

  2. 4 Cl Rum

  3. 15 Cl Liquore Al Cocco

  4. 3 Cucchiai Panna Liquida

  5. Ghiaccio Tritato 

Prepariamo la bevanda


Frullate tutti gli ingredienti, poi servite la bibita con ghiaccio e frutta a piacere.