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venerdì 20 luglio 2012

Sangria



Ero in vacanza in Spagna, o meglio una vacanza studio! sono rimasta a Madrid per circa un mese e, nonostante abbia ottimi ricordi di quella straordinaria esperienza, alcuni sono piuttosto annebbiati!
Mi ricordo però di quella sera…o meglio ricordo fino ad un certo punto, il resto è stato abilmente riportato dalle mie compagne di avventura, probabilmente più sobrie di me!

Eravamo uscite, direzione Plaza Sant Ana, dove ci sono tanti baretti all’aperto e dove decidemmo di tapear, cioè di prendere qualcosa da mangiare e la mitica sangria. Non era la prima volta che bevevo sangria ma forse quella sera o ho esagerato o era più forte del solito. fatto sta che la sangria scendeva che era una bellezza e solo al momento di alzarsi dalla sedia e continuare la noche madrilena, mi sono accorta che forse, ma dico forse, mi girava un tantinello la testa! Nell’ordine dei racconti volevo: fare la pipì per strada perchè non riuscivo più a trattenerla, fare tappa ad ogni bar per continuar a far pipì, parlare spagnolo sempre e comunque anche con le mie compagne di avventura ITALIANE. ma l’apeteosi l’ho raggiunta al rientro nella residenza d studenti dove alloggiavamo, dove abbiamo preso parte a un party privato con alcuni studenti spagnoli. Durante la permanenza in residenza io e le mie compagne di avventura eravamo solite dare nomignoli alle persone che conoscevamo e c’era in particolare un ragazzo spagnolo, piuttosto bassino rispetto agli standard italiani, tale da guadagnarsi il nome di PITUFO (tradotto puffo). In più, nei giorni precedenti al fattaccio, avevamo appreso che la canzoncina terribile che accompagna i puffi (lalallalla lalallalà) era tradotta in spagnolo come ”los pitufos estan llegando trallallero trallallà”. Fatto sta che questo poveretto era venuto a socializzare con noi offrendoci anche un rum&cola, ma purtroppo dopo aver dato prova del mio spagnolo impeccabile (pare che da brilli si parlino PERFETTAMENTE le lingue straniere), comincio a canticchiare la famosa canzoncina dei puffi, urlando per la tromba delle scale e indicando esplicitamente il poveretto! Ma mica finisce lì! non contenta della figuraccia appena fatta, gli ho detto in spagnolo che non era il mio tipo e che quindi sarebbe dovuto tornare a casa lasciandomi spazio!….il tutto con un frase che è rimasta nella storia e ancora oggi mi fa fare le meglio risate quando le mie amiche raccntano questa storia: A LA CASA! LOX PROXIMOS!

Inutile dirvi che il giorno seguente, quando l’ho incontrato ho avuto anche la faccia di bronzo di salutarlo e quando questo non ha ricambiato il saluto, ho chiesto alle mie amiche piuttosto scocciata il perchè questo tizio non mi salutasse….

bene….ora sapete anche voi il perchè il pitufo non mi ha più salutato per il resto della vacanza!!!!!!!!

 Ingredienti necessari:
  1. 1 Arancia
  2. 1 Limone
  3. 1 Mela
  4. 125 Cl Vino Rosso
  5. 1 Stecca Cannella 
  6. 6 Chiodi Di Garofano
  7. 1 Bicchierino Brandy
  8. 1 Cucchiaio Zucchero
Prepariamo la bevanda

Tagliare a fettine sottili 1 arancia con la buccia, 1 limone con la buccia, 1 mela con la buccia e farli macerare in 25 cl di vino rosso per 30 minuti a temperatura ambiente, assieme a una stecca di cannella spezzettata, 6 chiodi di garofano, 1 bicchierino di brandy e 1 cucchiaio di zucchero.

Aggiungere 100 cl di vino rosso e rimescolare bene finché lo zucchero sarà ben sciolto.

Passare il tutto in frigorifero per almeno due ore prima di servire.

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