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martedì 17 luglio 2012

Angelo Azzurro


Te li vedi arrivare in Panda 4×4 color nero metallizzato e striature arancio shocking, interni in pelle rossa.

Lei di leopardato vestita, ciavatte con zeppa da 15cm che fanno rigorosamente clap clap ad ogni sollevamento del piede da terra, gomma da masticà ciancicata h24 e occhialone da sole che sembra dire: “Dietro st’occhiale ce sta n’ monno da scoprì”.

Lui si presenta con un bermuda jeans strappato e canottiera a spalla larga rigorosamente bianca, catenone al collo, gomma da masticare, e ciavatte con la chiusura a strappo (da brrrrrivido).

Sono loro i protagonisti indiscussi delle estati romane (e non): i coatti, quelli che pare popolino principalmente le spiagge di Ostia Beach con la musica a palla nonché i principali bevitori dell’Angelo Azzurro, un cocktail che non passa di certo inosservato… proprio come loro!

L’Angelo azzurro -bello, fosforescente e maledetto- è un cocktail alcolico, tant’è che deve il nome proprio al suo grado alcolico molto elevato che permette, appunto, di “volare” ed al tipico colore azzurro dovuto all’utilizzo del blue curaçao , un liquore a base di scorze di Laraha, un tipo di arancia dal sapore amaro caratteristico dell’isola di Curaçao ma che si trova nei Caraibi.
Tuttavia, l’origine di questo cocktail non è nota con certezza e si pensa che sia stato creato in onore della celeberrima attrice tedesca Marlene Dietrich, indimenticata protagonista del film del 1930 ‘L’angelo azzurro’, diretto da Josef von Sternberg.

Gli ingredienti di questo cocktail sono il  blue Curaçao, il Gin, Triple sec o Cointreau che vengono versati dallo shaker direttamente in una coppa Martini precedentemente raffreddata anche se esistono diverse versioni di presentazione di questo cocktail.
Oltre ad essere il drink tipico dei coatti, viene richiesto anche da chi vuole passare una serata in-Dimenticabile, nel senso che il bevitore in questione spesso si ricorda ben poco di quello che ha fatto la sera prima ma lo ricordano benissimo gli amici della propria compagnia che continueranno a raccontare le sue gesta vita natural durante! È anche il cocktail preferito dagli adolescenti bevitori alle prime armi che forse sottovalutano la sua potenza vedendolo così celestiale. Appunto. Basti pensare che è il cocktail più gettonato ai Tresca Party o alla Festa della Matricola.

Insomma… se non rientri nella categoria sopracitata del coatto o hai più di 20 anni, non vediamo nessun motivo valido per cui tu debba ordinarne uno!!!

Glossario
Ciancicata: voce del verbo ciancicare, modo di masticare la chewingum in modo troppo evidente e spartano.
Ciavatte: forse cercavi “ciabatte”
Clap Clap: rumore odioso tipico della ciabatte di gomma che aderiscono al piede sudato in maniera imbarazzate tale da creare un simpatico “clap clap” al sollevare del piede dalla suola.
Dietro st’occhiale ce sta n’ monno da scoprì: Dietro questo occhiale molto grande c’è un mondo tutto da scoprire (cit. WordReference dei poveri)
gomma da masticà: la classica e beneamata chewingum.


Ingredienti necessari:
  1.  3/10 Cointreau
  2.  3/10 Limoncello Toschi
  3.  3/10 Tanqueray Gin
  4.  Tropical Blue
  5.   1/10 Vermouth Martini Dry
Prepariamo la bevanda

Si prepara nello shaker con ghiaccio.

Agitare e servire nella doppia coppetta da cocktail ben fredda con ghiaccio tritato.

Guarnizione fantasia.

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