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giovedì 19 luglio 2012

Gin Tonicì



Sarà per l’origine anglosassone, sarà che proprio sotto la regina gli anni Sessanta e Settanta sono stati fra i più entusiasmanti per la musica moderna, o sarà semplicemente perché è un cocktail senza molti fronzoli, ma è un dato di fatto che il Gin Tonic, bevuto dopo un paio di birrette, è Il cocktail ufficiale dell’indie. Provate ad andare in certi locali durante un concerto indie rock e chiedete al barista qual è la bottiglia che si consuma per prima. Non avrà dubbi, vi risponderà che è quella del gin.

Un cocktail mainstream adottato dai militanti dell’underground? Sembra un paradosso, e infatti lo è. Ma mischiare ingredienti completamente diversi fra loro ha dato origine a quei cocktails che hanno cambiato il nostro modo di bere, così come mescolare generi differenti ha sfornato la musica che ha rivoluzionato il nostro modo di ascoltare il mondo.

Il paradosso diventa ancor più grosso, ma anche più divertente, se si pensa che l’origine di questa amabile mistura è comunemente attribuita alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali (che non è quella dei bagnoschiuma): le truppe, costrette a bere acqua e cumino contro la malaria, cominciarono ad aggiungere gin alla bevanda – non proprio succulenta – per renderla meno amara. Così grazie a litri di Gin Tonic sotto prescrizione medica, la grande Compagnia delle Indie si trasformò pian piano in una compagnia di allegroni.
Da allora il Gin Tonic ha attraversato indenne vari periodi storici: saltellando sull’epoca vittoriana è arrivato fino ai tavolinetti da aperitivo della Regina Madre (si dice che fino all’ultimo bevesse una bottiglia di gin al giorno), la quale – secondo le nostre teorie – può quindi dirsi un’indie ante litteram. Ma lasciamo agli storici il compito di accertare tali rilevanti scoperte.

Oggi il Gin Tonic è uno dei grandi classici della famiglia dei cocktails. Long drink fra i più richiesti nei cinque continenti, dal gusto secco e amarognolo, scende giù nel gargarozzo senza tanti giri di parole. Diretto e potente, è rimasto sempre uguale a se stesso ed è estremamente semplice da preparare, anche per questo forse è bevuto dagli indie (e non solo) di tutto il mondo: pure nell’ultimo dei locali dimenticati da Dio, un Gin Tonic te lo sanno fare. Anche mio cugino di sei anni sa mescolare alla perfeziona gin, acqua tonica e ghiaccio. Giuro.
Ha solo qualche difficoltà con la scorzetta di limone. Ma provate voi a tagliare un limone con le forbici dalla punta arrotondata. Io ci ho provato, ma le forbici sono inspiegabilmente finite giù in strada dopo un doppio carpiato con avvitamento.
Ai concerti è la base alcolica ideale per godersi al meglio riff e assoli di chitarra, quando ogni sorso intervalla perfettamente il su e giù delle teste al ritmo impazzito del live.
I fans di questo meraviglioso long drink si dividono in due gradi categorie: quelli che “un gin vale l’altro”, per lo più bevitori occasionali, dilettanti, con tanto di mal di testa del giorno dopo incluso nel prezzo; e quelli che lo bevono solo con Schweppes e Tanqueray o Bombay, bevitori di un livello superiore. Per loro il Gin Tonic è davvero uno stile di vita.
Ingredienti necessari: 
  1. 1 Bicchierino Gin
  1.  Acqua Tonica
Per Guarnire:
  1.   1/2 Fettina Di Limone
Prepariamo la bevanda
Si versa il gin nel bicchiere alto sopra uno o due cubetti di ghiaccio.
Si riempie di acqua tonica, si mischia e guarnisce con 1/2 fettina di limone.
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